A bocca asciutta

Con questo articolo inizia un nuovo modo di postare articoli in questo blog. Una forma più social, più simile alla tecnica rapida e disinvolta che si usa in Facebook o Twitter.
Questo sito è infatti ospitato da qualche giorno anche sulla piattaforma Posterous, un servizio di blogging ultrarapido, al solito indirizzo senza www: http://lacastella.it.

Si comincia dunque con il ricorso vinto dal Comune di Motta. Notizia vecchia ormai, ma sulla quale è bene riflettere, soprattutto è bene che lo faccia chi ha tanto sperato in un naufragio ed ora è rimasto a bocca asciutta.
Non è così, a nostro avviso, che si fanno proposte alternative.
E quando ci vuole, come in questo caso, va dato atto della caparbietà di chi ha tenuto duro e, a vantaggio del paese, ha portato a casa questo risultato.
Diversamente, una condanna avrebbe colpito tutti, per giunta in un momento che è ha già proprie inevitabili tristezze e penali da scontare.

PISCINA, MOTTA VINCE IL RICORSO

Il Consiglio di Stato ha accettato la linea della difesa

Motta di Livenza - Motta la spunta al Consiglio di Stato sulla questione piscina (nella foto), che si trascina ormai dal 2005.

E il sindaco Paolo Speranzon esulta. Niente penali, basta critiche: il procedimento è stato giudicato legittimo. Ieri mattina il fax di conferma da parte dello studio legale.

Il Consiglio di Stato dunque, con sentenza del 22 gennaio, accoglie la tesi del comune di Motta contro l’ATI Drusian di Oderzo, che aveva criticato l’esito della gara d’appalto.

 

Una vicenda lunga cinque anni e che è stata caratterizzata da bordate incrociate a colppidi carta bollata.

Ieri il commento a caldo del sindaco Paolo Speranzon: «Il dispositivo della sentenza del Consiglio di Stato accoglie l’appello del comune e respinge definitivamente e in modo inappellabile le pretese della Drusian Termotecnica e altri in merito alla costruzione e alla gestione della piscina di Motta.

Ciò dimostra che l’Amministrazione in carica ha operato con onestà e trasparenza nell’interesse della comunità.

Se l’Amministrazione non avesse agito in questo modo oggi la comunità mottense non avrebbe la piscina e il bilancio comunale dovrebbe sostenere altri costi per non aver aggiudicato legittimamente la gara, così come in realtà invece è avvenuto.

Con i tempi che corrono possiamo proprio dire che se l’Amministrazione avesse agito diversamente, il comune per i prossimi 10 o 20 anni non avrebbe più potuto costruire l’opera».

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